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Visualizzazione dei post da aprile, 2026

Heidegger

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Husserl

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Husserl e il pensiero della crisi Il pensiero di Husserl si apre con una profonda denuncia della crisi che investe le scienze e la civiltà europea del suo tempo. Non si tratta di una crisi di efficacia tecnica o di risultati scientifici, che sono anzi indiscutibili, ma di una perdita di senso per l'esistenza umana. Le scienze, diventando puramente fattuali, hanno smesso di rispondere alle domande fondamentali sul significato della vita e del mondo. Per Husserl, la civiltà europea può risollevarsi solo se riesce a recuperare il fondamento "umano" dei propri valori, superando quel processo di disumanizzazione che ha trasformato la conoscenza in un meccanismo privo di anima. Il valore della scienza per l'esistenza umana Husserl riconosce il rigore delle scienze naturali e matematiche, ma contesta la loro pretesa di rappresentare l'unica forma di conoscenza valida. Il problema sorge quando la scienza esclude per principio i problemi esistenziali dall'o...

Bergson

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La denuncia dei limiti della scienza Bergson esordisce criticando la visione positivista, colpevole di aver trascurato gli aspetti più profondi della realtà per concentrarsi solo su ciò che è misurabile. Egli sostiene che la scienza, per sua natura, opera una semplificazione della realtà concreta: per poterla dominare e classificare, la "immobilizza" e la "sterilizza", riducendola a schemi logici e matematici. Questo approccio, pur essendo estremamente utile per il progresso tecnico e l'adattamento dell'uomo all'ambiente, risulta tuttavia incapace di comprendere l'essenza vera della vita e della coscienza, che sfuggono alle rigide leggi del calcolo. L'analisi del concetto di tempo Il cuore della riflessione bergsoniana risiede nella distinzione tra il tempo della scienza e il tempo della vita. Il primo è un tempo "spazializzato", paragonabile a una collana di perle o ai punti su una retta: è fatto di istanti tutti uguali, mi...