Hegel

La formazione 

Hegel è uno dei più grandi filosofi europei e rappresenta il punto culminante dell’Idealismo tedesco. Il suo pensiero mira a superare le contraddizioni della filosofia moderna (tra soggetto e oggetto, ragione e sentimento, individuo e società, ecc.) e a cogliere l’unità e la totalità della realtà attraverso la ragione.

Durante gli studi nel seminario protestante di Tubinga, Hegel strinse amicizia con Hölderlin e Schelling, con i quali condivise l’entusiasmo per Kant e per la Rivoluzione francese. In segno di ammirazione, nel 1791 piantarono insieme un “albero della libertà”, gesto che valse loro una severa ammonizione. Hegel rimase sempre fedele a quelle passioni giovanili, celebrando ogni anno la presa della Bastiglia come simbolo di libertà e di unità nazionale, ideali che auspicava anche per la Germania.

L’ambiente severo e disciplinato del seminario, basato sui principi luterani, suscitò in Hegel atteggiamenti di ribellione e insofferenza, che gli costarono anche punizioni. Tuttavia, la formazione teologica ricevuta a Tubinga ebbe un’influenza profonda e duratura sul suo pensiero filosofico e sul linguaggio complesso delle sue opere.


Gli scritti giovanili di Hegel

Dopo gli studi, Hegel visse a Berna (1793-1796) e poi a Francoforte (fino al 1800). Gli scritti di questo periodo, raccolti poi come Scritti teologici giovanili, trattano temi religiosi e mostrano l’influenza della formazione teologica sul suo pensiero, ancora non maturo ma già orientato verso l’idea di unità e riconciliazione.

Nel testo Lo spirito del cristianesimo e il suo destino (1798-1800), Hegel considera il cristianesimo la religione più compiuta perché riconcilia Dio e il mondo, soprannaturale e natura, grazie all’amore portato da Cristo, che supera la separazione tra l’uomo e il divino presente nell’ebraismo.

Come l’amico Hölderlin, anche Hegel sente la nostalgia per l’unità perduta, ma mentre il poeta la ricerca nell’arte, Hegel vede nel cristianesimo la via per ricomporre la frattura e ritrovare la totalità.

Il periodo di Jena

Nel 1800 Hegel si trasferisce a Jena, importante centro del Romanticismo tedesco. L’anno successivo pubblica il suo primo scritto filosofico rilevante, Differenza tra il sistema filosofico di Fichte e quello di Schelling, in cui critica Fichte per aver dato troppa importanza all’Io, che non riesce a ricomporre soggetto e oggetto, e elogia Schelling per averli unificati nell’Assoluto.

In una lettera del 1800, Hegel esprime ammirazione per Schelling, riconoscendolo come un modello di purezza e dedizione alla filosofia. Tuttavia, il loro legame si rompe presto, sia sul piano umano che filosofico.

Il distacco definitivo avviene con la Fenomenologia dello spirito (1807), il capolavoro di Hegel, in cui egli critica l’Assoluto di Schelling, definendolo ironicamente «la notte in cui tutte le vacche sono nere», cioè un’unità indistinta e priva di differenziazioni. Per Hegel, invece, l’Assoluto deve comprendere e superare le opposizioni senza annullarle.


La ricerca di un metodo scientifico per la filosofia

Dopo la sconfitta prussiana a Jena (1806) e l’arrivo delle truppe di Napoleone, Hegel si trasferisce prima a Bamberga, dove dirige un giornale, poi a Norimberga (1808-1816), dove lavora come rettore e professore e partecipa ai progetti di riforma scolastica.

In questo periodo compone la Scienza della logica (1812-1816), opera in cui mira a dare alla filosofia un metodo scientifico, cioè rigoroso e razionale, capace di distinguere chiaramente i concetti e di evitare l’indeterminatezza dell’Assoluto di Schelling.

Hegel paragona la filosofia alla geometria e alla matematica, non per applicarne il metodo, ma per conferire al pensiero filosofico ordine, coerenza e necessità logica. Solo in questo modo la filosofia può essere insegnabile, comunicabile e utile alla formazione collettiva.

Per Hegel, dunque, la filosofia deve diventare una scienza sistematica, fondata sulla ragione e in grado di comprendere la totalità del reale con rigore e chiarezza.

Gli anni della maturità di Hegel

Negli anni della maturità, Hegel realizza pienamente il suo progetto di una filosofia scientifica. Diventa professore all’Università di Heidelberg (1816-1817) e poi a Berlino (dal 1818). Nel 1817 pubblica l’Enciclopedia delle scienze filosofiche in compendio, sintesi dell’intero suo sistema, che sarà ampliata nelle edizioni del 1827 e del 1830.

Nel 1821 esce un’altra opera fondamentale, i Lineamenti di filosofia del diritto, in cui Hegel espone la struttura e i principi dello Stato moderno e della società civile.

Nel 1829 è nominato rettore dell’Università di Berlino, raggiungendo grande fama come principale pensatore tedesco. Tuttavia, le rivoluzioni liberali del 1830 in Francia e Belgio lo turbano profondamente: egli teme il disordine e sostiene la monarchia prussiana, vista come esempio di dispotismo illuminato.

Hegel muore improvvisamente nel 1831, probabilmente di colera, e viene sepolto nel cimitero di Berlino, accanto a Fichte.


Commenti

Post popolari in questo blog

L'alienazione e il materialismo religioso ( Marx)

Marx

Schopenhauer